Un po’ di storia degli effetti speciali – Introduzione

Dalla fine degli anni ‘70 ad oggi le evoluzioni della CG (Computer Grafica) sono state notevoli e questo è sotto gli occhi di tutti.

Computer Grafica
Computer Grafica

Che cosa sono gli effetti speciali? Quando sono nati? Quali sono le principali tecniche e metodologie? Quante e quali sono le professionalità coinvolte in questo complesso, attraente e magico processo creativo?

Gli effetti speciali sono un insieme di tecniche e tecnologie utilizzate nel cinema, nella televisione, nel teatro e nell’industria dell’intrattenimento per simulare degli eventi altrimenti impossibili da rappresentare in maniera tradizionale, in quanto troppo costosi, pericolosi o semplicemente contrari alle leggi della natura .

Se ancora oggi una delle parole chiave negli effetti speciali “matte” è francese, lo si deve al padre indiscusso degli effetti visivi: Georges Méliès.

La storia degli effetti speciali inizia più di 100 anni fa, quando i pionieri della cinematografia diedero il via ai loro primi esperimenti.

A cominciare da Méliès, che scoprì il trucco del montaggio, grazie ad un incidente tecnico durante la ripresa di un calesse fermo ad un incrocio, la macchina da presa si è inceppata e dopo averla sbloccata Méliès ha ripreso a girare la scena, che nel frattempo però era cambiata, al posto del calesse si trovava un carro. Proiettando il film, Méliès ha assistito alla improvvisa trasformazione del calesse in un carro.

Georges Méliès
Georges Méliès

Ray Harryhausen, è considerato un maestro dell’animazione a passo uno, tecnica con la quale ha inserito creature fantastiche e mostruose all’interno di film girati con attori in carne ed ossa. Harryhausen fu capace, insieme ad altri animatori, di inserire realmente (e realisticamente) l’animazione a passo uno all’interno dei film in live action. I personaggi da loro creati interagiscono con il mondo circostante in cui l’azione si svolge, e ne fanno davvero parte.

Ray Harryhausen
Ray Harryhausen

Stan Winston, creatore di mostri e creature cinematografiche con la tecnica dell’animatronica (robot che riproducono i personaggi), con il trucco prostetico .

Stan Winston
Stan Winston

Carlo Rambaldi, padre di Alien ed E.T, ha creato personaggi indimenticabili, mostri ed alieni, unendo la sapienza artigianale nostrana agli alti budget offerti dai produttori statunitensi.

Carlo Rambaldi
Carlo Rambaldi

La corsa della rivoluzione digitale nel campo degli effetti speciali ha dato vita ad opere come Titanic, Terminator 2, Matrix e tanti altri con tecniche sempre più sofisticate che portano dritte all’ultimo miracolo 3D di James Cameron con Avatar.

Avatar
Avatar

In questa corsa continua verso l’innovazione tecnologica, schierati in prima linea, troviamo anche due veri e propri guru del settore:

1. George Lucas di Guerre stellari, creatore di sogni, di mondi, di universi. Autore di una filmografia epocale, imitata ma mai eguagliata, in grado di autocelebrarsi, di catturare l’immaginazione popolare da sembrare di poter vivere per sempre, sia come oggetto di culto degli appassionati sia come espressione della cultura di massa. Il genere fantascienza ha dovuto reinventarsi da quando le “sue” astronavi hanno attraversato per la prima volta lo schermo;

George Lucas
George Lucas

2. Peter Jackson, c sono almeno sei buoni motivi e una manciata di titoli che rendono indimenticabile il cinema di questo regista, sceneggiatore e produttore cinematografico neozelandese.

a. La mitologia. Ce l’ha restituita, ci ha ridato i nostri eroi, la loro identità, andando contro quell’idea di un mondo che si sta sgretolando, di un sogno che non esiste più. Ha preso le persone più semplici e ha dato loro profondità e cuore. Così uno sceneggiatore salva un’attrice da un gorilla gigantesco, un ragazzo sopraffatto da una madre fisicamente e psicologicamente mostruosa protegge il grande amore della sua vita e un piccolo hobbitt è in grado di salvare un intero mondo dall’incarnazione del Male. Amarissimo e disilluso, continua a sperare e a dirci che è nel cuore dei più umili che si nasconde la S di Superman.
b. Gli attori secondari. Quando si dice che il fuoricampo invade il campo. Coloro che dovrebbero passare inosservati, ai margini dell’inquadratura, improvvisamente passano in primo piano, che siano essi cattivissimi stregoni reclusi in una torre di potere o piccoli marinai clandestini che vendicano un amico divorato da insetti giganti. Un’immensità varia e multiforme di umani che corrono disperati e a perdifiato verso la fine della storia.
c. La spettacolarità. Chi di voi non è rimasto a bocca aperta guardando le scene de Il Signore degli Anelli?
d. La sceneggiatura. Se c’è una cosa in cui Jackson è maestro è proprio nel collante della storia, nella trama e nello svolgimento del soggetto. Non si era mai vista un’armonia interna che traspare così luminosa. Non era neppure lontanamente immaginabile che un tale linguaggio fosse così apprezzato da pubblico e critica.
e. La regia. Il suo stile rompe ogni schema di continuità, inventa il cinema di domani e ingloba quello di ieri. Una sola parola: capolavoro.
f. I sentimenti. Ce li mette tutti, dalla rabbia contro il Male e del Male, alla provocazione, dalla malinconia alla felicità. E noi li mettiamo tutti nei suoi film.

Peter Jackson
Peter Jackson

Il cinema ormai non può più fare a meno del computer, che comunque è in grado di creare cose come il fantastico mondo di Pandora in “Avatar” (2009), ma non bisogna dimenticare che quello che vediamo oggi non è altro che un’evoluzione dei trucchi di un prestigiatore francese alla fine del 1800.

Pirati dei Caraibi
Pirati dei Caraibi

Sono tanti i film che devono gran parte del loro successo alle tecnologie impiegate che, se da sole non potrebbero mai bastare a conquistare un pubblico affamato di storie appassionanti e personaggi affascinanti, certamente contribuiscono da sempre a fare grande il cinema e a dare vita a pellicole immortali.

Titanic
Titanic

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